ARTE & COMPUTER IN OFFICINA

di Luciano Romoli

 

 

Accanto agli Antichi Lavatoi c'è una ex officina dove ho distribuito il materiale scelto per rispondere a quanto richiesto dal tema della Rassegna.

Una selezione molto difficile perché si è trattato di individuare, in mezzo al lavoro degli ultimi trent'anni, gli elementi significativi che potessero sintetizzare il percorso di una ricerca abbastanza articolata.

Alla fine ho deciso per una serie di immagini, di strutture architettoniche e di immagini dinamiche associate al suono, realizzate a partire dal 1998. Quattro sono i temi affrontati: quello delle Battaglie, una reinterpretazione in chiave razionale e fantastica delle tre Opere di Paolo Uccello; quello delle Bolle di sapone, punto di incontro tra geometria e bellezza, tra estetica e matematica; quello della Luce e delle Superfici  curve, cioè della forma più antica e affascinante di energia e delle cosiddette geometrie immaginarie.

Su questi e altri analoghi temi, ho lavorato fin dagli anni '60; un lunghissimo arco di tempo se rapportato alla velocità con la quale la scienza, la tecnologia, di conseguenza l'uomo, si sono trasformati.

E anche la mia ricerca, durante questo periodo, ha subito profonde modificazioni, mentre l'idea iniziale, il tentativo cioè di far convivere tradizione e futuro, scienza e arte, géometrie e finesse, logica e mito, è rimasta immutata.

Una ricerca che è stata resa possibile dall'interesse e dall'impegno profuso verso le discipline umanistiche e quelle scientifiche e dall'idea di dar vita alla Micropoli, rivelatasi nel tempo come laboratorio sperimentale di idee e officina per il loro pratico sviluppo.

In questo nuovo atelier si è realizzata la mia arte, mossa dal gioco e dalla curiosità, che ha trovato nella scienza la fonte d'ispirazione e di continuo rinnovamento; dalla rappresentazione grafica di segnali caotici ricevuti via radio e attraverso canali televisivi e dalla costruzione di strutture architettoniche ottenute mediante la lettura fantastica di codici musicali, di diagrammi elettrici e antichi dipinti, fino alla lettura sonora dell'immagine, alla realizzazione di filmati e alla composizione di technesie e eido-technesie, di liriche poetiche, cioè, dove l'Arte e la Scienza si incontrano attraverso la parola, l'immagine, il suono.

E se anche gli strumenti e i mezzi di cui mi sono avvalso fin dall'inizio si sono chiamati generatori di segnali e risonatori, plotters e computers, telecamera, modem e fibra ottica, non ho mai cessato di scrivere con la penna, incidere e modellare, disegnare e dipingere soggetti di ogni sorta, convinto del fatto che il mantener viva la sensibilità manuale tenesse attiva anche la capacità di osservare, di comprendere cioè il corpo e l'essenza delle cose, dalle quali è possibile staccarci, ma dopo averle possedute.